Oui, chef! Un Bistrot sotto l'Albero — Letture Natalizie?

 




Titolo: Oui, Chef! Un Bistrot sotto l'albero
Autore: Giulia Ungarelli e J.S. Clarke
Trama: Roma e Parigi. Due città così diverse tra loro, eppure con qualcosa in comune. La lettura di un testamento fa da colonna portante dell'incontro tra l'affascinante chef francese Damien Girauld e l'italiana Lavinia Toma. La scintilla che inizialmente scocca tra i due non è quella che forse ci aspettiamo, ma l'inaspettata permanenza di Lavinia tra le strade parigine cambierà ben presto le cose.
Pagine: 164
Prezzo: € 8,00
Casa Editrice: Amazon 







Ciò che porta Lavinia a Parigi è una situazione alquanto spiacevole: Suo zio Piero Bonamico è venuto a mancare e la lettera di un avvocato la avvisa di recarsi a Parigi per l'inaspettata lettura del testamento.
Ed è proprio lì che il primo incontro tra lei e Damien fa capolino. Immediatamente vediamo tra i due un profondo contrasto: Lui ben vestito ed elegante, lei, reduce da un lungo viaggio, non ha l'aspetto che si può immaginare. 
I due si ritrovano, sin da subito, a far capo ad una bizzarra situazione, e questo li porta, irrimediabilmente, ad un primo scontro e ad uno scambio di battute. 
Tuttavia è già pienamente immaginabile come, la situazione tra di loro, si evolverà e cosa il futuro avrà da offrire loro: Un primo approccio di trama che è forse un cliché, ma che allo stesso tempo non vedo debba togliere qualcosa alla storia. 
A volte i cliché piacciono, e c'è indubbiamente chi riesce ad apprezzarli. Soprattutto se in un contesto romantico come questo. 
C'è inoltre da spezzare una lancia a favore delle autrice: Cliché o meno i capitoli finali hanno riservato una sorpresa decisamente inaspettata. 
Un colpo di scena che lascia piacevolmente sorpresi e per cui credo valga la pena leggere questo libro fino alla fine. Non dico altro onde evitare spoiler, ma non posso non ritenermi soddisfatta e sorpresa, in quanto lettrice, della piega che la trama ha preso nei suoi ultimi capitoli.

La scrittura è semplice e lineare: La storia scorre infatti molto velocemente e ti ritrovi a metà della storia senza rendertene effettivamente conto. 
Ho solo trovato una piccola stonatura che, personalmente, proprio non sono riuscita ad apprezzare. Come ben sappiamo Lavinia è italiana, precisamente di Roma, ed il suo modo di parlare ritrae alla perfezione la sua provenienza. Un contrasto che, con un background francese, è a parer mio troppo netto. Se ad essere accentuate fossero state solo alcune preposizioni, o alcune specifiche parole, credo che avrebbe avuto -almeno su di me- un impatto diverso. Leggere di nomi (passatemi il termine) "romanizzati", non mi è piaciuto granché, soprattutto se pronunciati da parte di membri della brigade.

Molto apprezzato è stato invece il background natalizio. 
Immaginare le strade parigine piene di luci ed addobbi, soprattutto in questo particolare periodo dell'anno, è stato indubbiamente magico e piacevole. 

Altrettanto bella è stata, inoltre, la parte finale con quella breve raccolta di ricette con i commenti dei personaggi che ti fa non solo sentire più a contatto con la storia, ma ti avvicina ancora di più ai personaggi stessi. Ed è inoltre uno di quei piccoli dettagli che hanno sul lettore un impatto più che positivo.
  

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